Assaggi di primavera

Valle del Mercure – Pollino

Un giorno tra le Gole del Raganello

In un giorno di caldo estivo nel Parco Nazionale del Pollino, in un giorno in cui nei paesi di collina si toccano punte di 33° centigradi, decido di far visita alle Gole del Raganello, situate a Civita (CS) nel versante calabro del Parco.

Qui pareti rocciose che ricordando paesaggi tipici delle Americhe, mi fanno riflettere sulla diversità  ed il fascino  della nostra area protetta.

Ripide scalinate mi guidano tra le acque del torrente Raganello ed attraversando il Ponte del Diavolo un brivido verticale corre sulla schiena.

Attreverso le Gole per un bel tratto, l’acqua arriva alla mia schiena e per me è un piacevole refrigerio.

Il luccichìo di riflessi e colori azzurri mi regala degli scorci atipici per l’Italia ma consueti per il l’immenso Pollino.

Fagioli del Pollino verso la DOP

Importante successo nel Parco Nazionale del Pollino attraverso i Fagioli di Rotonda. Infatti, il prodotto tipico si avvia verso il massimo riconoscimento europeo, con la Denominazione d’Origine Protetta (DOP).

«Con il riconoscimento della Dop Fagioli Bianchi di Rotonda – ha commentato il ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali, Giancarlo Galan – l’Unione europea dimostra che la tradizione, la storia e il lavoro delle mani dell’uomo vengono sempre premiati. La tecnica utilizzata per la coltivazione dei Fagioli Bianchi di Rotonda, infatti, è la stessa che si è tramandata nel corso degli anni con una serie di operazioni colturali eseguite interamente a mano, utilizzando strumenti propri della valle del Mercure».


Così il ministro ha accolto la notizia della domanda di registrazione della denominazione Dop dei Fagioli bianchi di Rotonda, sulla Gazzetta ufficiale dell’Unione europea.

I Fagioli bianchi di Rotonda sono prodotti in provincia di Potenza, nei comuni di Rotonda, Viggianello, Castelluccio Superiore e Castelluccio Inferiore, situati nel bacino fluviale della Valle del Mercure, con gli ecotipi Fagiolo Bianco, Tondino o Poverello Bianco riconducibili alla specie Phaseolus Vulgaris.

Val Sarmento: le valli del Pollino/4

Sul versante lucano del Pollino, nella parte orientale del massiccio montuoso del Parco Nazionale, scendendo dalle serre delle Ciavole e di Crispo verso il Sinni e lo Ionio, si dispiega la Val Sarmento: sei piccole comunità, ancora intatte nel loro aspetto originario, sono testimoni di una cultura fondata sull’equilibrio con l’ambiente e le sue risorse.

San Giorgio Lucano, Noepoli, Cersosimo, San Paolo Albanese, San Costantino Albanese, Terranova di Pollino, tutti in provincia di Potenza, sono caratterizzati dalla storia secolare di queste genti, dagli usi e tradizioni locali, dalla vista di spazi naturali incontaminati. Infatti qui ritroviamo due comunità Arbereshe, ovvero comunità italo-albanesi. Gli albanesi della città di Korone, nel 1532/1534 sempre più minacciati dai turchi, lasciarono la patria per sbarcare in Italia, dirigendosi poi in Puglia, Lucania e Calabria, ripopolando o fondando nuove comunità. Attualmente, a distanza di cinque secoli, si parla la lingua albanese, si conservano i costumi nei loro tessuti preziosi e ricchi di ricamo e il rito religioso greco-bizantino. Da Visitare.

Timpa delle Murge e Timpa Pietrasasso più donne Arbereshe a San Paolo Albenese:

Leggi  anche: Le valli del Pollino/1/2/3

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Valle dell' Argentino: le valli del Pollino/3

L’area della Valle del fiume Argentino comprende l’importante Riserva Naturale Statale Orientata con una estensione di 3.980 etta ecostituisce anche una Zona di Protezione Speciale (ZPS) avente oggetto “Conservazione degli uccelli selvatici”. Essa è seminascosta fra alte rocce di natura carsica e immersa in boschi di macchia mediterranea nel territorio dell’Orsomarso, tra cui spiccano i Pini Loricati.

Situata in provincia di Cosenza nel comune di Orsomarso, si articola in territorio con un dislivello tra i 200 i 1200 metri di quota ed è caratterizzata da costoni scoscesi, pareti rocciose e ripidi versanti lungo la valle del fiume Argentino, dove gli affluenti hanno scavato la roccia con profonde incisioni.

Il fiume Argentino è un corso d’acqua giudicato ancora puro e non inquinato, nasce dai Piani di Novacco e scende a valle in direzione ovest attraversando suggestive gole con strapiombi straordinari e una valle incontaminata ricca di pregevoli specie vegetali per una lunghezzadi 18,5 Km. Sulle sponde è presente un sentiero fra faggi ed ontani vegetanti fra speroni rocciosi rivestiti di felci e licheni.

Il territorio è popolato dal Lupo (Canis lupus)e dal Capriolo (Capreolus capreolus). Quest’ultimo rappresenta l’unico superstite utoctono della famiglia dei cervidi in tutto il Pollino. Il capriolo utilizza aree di pascolo di transizione tra il bosco e le radure ed ha abitudini crepuscolari tendenzialmente solitario, ma durante l’inverno si possono formare gruppi sociali costituiti da più femmine con i piccoli dell’anno ed un maschio adulto. E’ ancora presente uno dei pochi nuclei autoctoni del parco di Trota fario, Salmo trutta

Leggi  anche: Le valli del Pollino/1/2

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