A spasso nei boschi del Pollino

Un affascinante percorso che regala panoramiche uniche sui verdi boschi del Pollino e un suggestivo attraversamento di una forra, quella di Iannace.

L’escursione ad anello che parte ed arriva alla rotonda di Fosso Iannace (1.260 mt) è un esperienza unica che regala 6 km di ambientazioni e scenari completamente divergenti.

Salendo per pochi metri dalla strada asfaltata che conduce alla Madonna del Pollino di San Severino Lucano, si imbocca il sentiero curatamente segnalato. Dopo una prima parte all’ombra della boscaglia, si segue la cresta che conduce al Santuario. L’ascesa è di una bellezza incommensurabile, una balconata naturale sui verdi boschi del Parco Nazionale. Incantevole è la vista su Serra del Prete (2.181 mt) e Monte Grattaculo (1.891 mt).

Proseguendo, si raggiunge facilmente il Santuario (1.537 mt), dopodicchè si costeggia il riaperto rifugio Pino Loricato, e si imbocca il sentiero che va verso a Piano Iannace.

Noi decidiamo di non proseguire per il Piano, ma svoltiamo sulla sinistra per percorrere in discesa Fosso Iannace. Qui il paesaggio cambia totalmente. Dalla densità del bosco all’asprezza di una gola, che seppur asciutta resta ugualmente suggestiva.

In inverno, il percorso non è praticabile da quando una piena del torrente Frido ha divelto 6 dei 9 pontili posti ungo il percorso anni fa, e anche la cosidetta “scaletta” è oramai inutilizzabile.

Ritorniamo in auto con gli occhi altamente deliziati.

Verde Pollino

Un verde accecante, un verde dissetante.

Nonostante una stagione estiva che verrà ricordata per la sua calura, per la sua siccità e per i vasti incendi che hanno colpito l’area perimetrale del  Parco, qui in quota è sempre un Verde Pollino.

Serra del Preta 2.181 mt, vista dal Santuario della Madonna del Pollino 1537 mt.

Pollino, non solo incendi

L’estate 2017 la ricorderemo per l’emergenza incendi che sta colpendo diverse aree del Parco Nazionale del Pollino.

A memoria credo che quest’anno sia molto vicina all’estate del 2012, quando tra gli altri, un vasto incendio lambì addirittura il Pollinello.

Conosciamo le cronache di questi giorni, dai luoghi dei roghi agli intoppi sulla macchina della prevenzione e dei soccorsi. Ma per correttezza di cronaca è anche opportuno ricordare e sottolineare che il cuore del Parco non è coinvolto da tale emergenza.

Percorrendo i sentieri primari del Parco è possibile, come sempre, godersi il verde dei boschi, i profumi del sottobosco e delle radure, e ammirare gli immensi panorami.

Sembrerà banale, ma credetemi che più di una voce esternava e raccontava scenari apocalittici, ed è opportuno fare chiarezza su una situazione, che pur essendo di emergenza, non coinvolge il vero cuore del Pollino.

Per cui amici ed appassionati escursionisti, non fatevi intimorire, il cuore del Parco vi aspetta.

In escursione con il Maestro

Non solo non capita tutti i giorni di incontrare il Maestro Giorgio Braschi, ma addirittura non capita tutti i giorni di calpestare insieme a lui lo stesso sentiero.

Nulla di organizzato, tutto casuale ed è forse questo che ha dato un sapore in più alla

giornata. Partendo da Colle Impiso le spiegazioni comininciano a susseguirsi una dietro l’altra. Un pozzo di sapere. E noi zitti ad ascoltare cercando di memorizzare il più possibile i suoi segreti.

Passo dopo passo ci sciogliamo e anche noi avanziamo alcune domande. Ascoltare le sue risposte sono sonorità gradite. Ci delizia coi racconti delle sue escursioni, di come ha cominciato, di come il Pollino sia uno scrigno di bellezza… e ancora oggi non sempre concretamente protetto.

L’obiettivo di giornata, Serra Dolcedorme, passa in secondo piano. Fuori sentieri, tracciati inusuali ci conducono alla meta. 21 km di cammino per 10 ore di escursione.

Stanchi ma contenti salutiamo Giorgio portando con noi il suo importante segreto… il segreto per l’escursione perfetta è camminare con lentezza per arrivare fino in fondo vivaci… per poi godersi a pieno lo spettacolo naturale.

Alla conquista del Monte Pollino

A volte capita che una tranquilla mattina di sole cambi repentinamente per trasformarsi in una uggiosa giornata.
E’ anche questo il Pollino d’estate, quando le correnti provenienti dal caldo mar Tirreno a ridosso del Massiccio creano pericolosi cumulonembi.

Si cammina sotto un sole cocente già immaginando la conquista della vetta e proseguiamo senza troppi indugi nonostante il vento si fa più che sostenuto.

Quasi in cima improvvisamente nubi basse ci avvolgono riducendo drasticamente la visibilità. Crolla anche la temperatura per cui decidiamo di tornare sui nostri passi. Indossiamo velocemente giacche a vento ed impermeabili, pronti ad affrontare un autorevole acquazzone che ci colpisce in pieno.

Tuoni e fulmini, che per fortuna restano lontano dai nostri passi, non complicano la giornata e più o meno agevolmente raggiungiamo l’imbocco per il bosco lasciato qualche ora prima.


Pini loricati un'ora dopo la foto scattata sopra

Un spicchio di sole asciuga i nostri abiti ma a valle il maltempo continua!

Nevaio del Pollino: estate 2010

Dopo un anno dall’ultima visita al nevaio del Monte Pollino avvenuta nel luglio del 2009 si è tornati ai 2225 metri di altezza per godere nuovamente dello spettacolo offerto.

Raggiungere la dolina che lo ospita è stato entusiasmante, poiché calpestare ancora quel sentiero – che mi sembra non averlo lasciato mai – è come aver ritrovato la strada giusta dopo mesi di cammino in luoghi sconosciuti.

Il nevaio, complice le temperature favorevoli di quest’ultimi due mesi, resiste ed è in ottimo stato anche rispetto 12 mesi fa. Che la coltre bianca più meridionale dell’Appenino italiano in estate stesse bene, lo si era intuito appena raggiunti l’anticima: l’erba con un verde sgargiante e i fiori primaverili erano prevalenti rispetto al giallo pallido tipico di questi tempi.

Sopra vista complessiva del nevaio

Sopra vista lato sinistro del nevaio

Nonostante la piacevole giornata di sole estiva ci sono 13° centigradi. Meglio riprendere il cammino prima di raffredarci del tutto.

Con molta probabilità il nevaio supererà agosto indenne, un notizia positiva rispetto un anno fa, quando il 22 agosto scomparve del tutto.