Neve di Marzo sul Pollino

Colpo di coda dell’inverno che ci regala l’ultima neve, neve di primavera. I fiocchi sono caduti fino quote basse inbiancando la maggior parte dei centri del Parco Nazionale del Pollino.

Bisognava tornare indietro al 2016 per riassistere ad un evento del genere, e al 2015 per rivedere abbondanti accumoli.

Latronico PZ – Ph F. De Maria

Castelluccio Superiore PZ, Valle del Mercure – Ph Demia Gioia

San Severino Lucano PZ

San Severino Lucano – Ph Giuseppe Cirigliano

Albinona CS

Alessandria del Carretto CS

Pollino, sua maestà Orchidea

Il motivo per cui farò fatica a stancarmi del Pollino, il motivo per cui non perderò mai la voglia di raccontare e fotografare questa terra, è perchè l’alternanza delle stagioni porta con se infinite sfaccettature. E scoprirle è il mio stimolo per uscire in montagna.

Avete mai provato a guardare negli occhi un’orchidea?

In foto una Ophrys tenthredinifera, ovvero, una splendida Orchidea Maggiore tipica degli Appennini, ma completamente assente sulle Alpi.

Orchidea regina di primavera

Esiste un luogo intatto e meraviglioso che non smette mai di stupirmi. In qualunque stagione lo si frequenti regala sempre paesaggi, scorci e colori univoci.

Ogni giorno questo luogo non è mai lo stesso, oggi per merito della regina di primavera: l’Orchidea.

Imponente e delicata, rara e sensuale, suggestiva e fugace.

Il Parco Nazionale del Pollino ospita molte specie endemiche di orchidee dell’Appennino meridionale.

In foto un Orchis pauciflora, comunemente conosciuta come Orchidea Gialla o Meditarranea, presente in tutta Italia, tranne che sulle isole maggiori. Questo esemplare è stato fotografato sul Monte Zaccana (1580 mt) di Castelluccio Superiore, e sullo sfondo si possono notare le asperità del monte La Spina (1652 mt)

La primavera è tornata

La fioritura dei crochi (Crocus vernus), ci indica che la primavera è tornata.

Sul Pollino i prati verdi e viola hanno preso il sopravvento ed il profumo nell’aria è forte ed inebriante. Dai bassi pianori all’alta quota la primavera regala nuovi colori e nuova vita.

Il verde che avanza

Ritorna la primavera, cambia il paesaggio, e la neve lascia spazio al verde che avanza.

A Piano Visitone (1.403 mt) la natura si esprime con colori smaglianti e brillanti e si risveglia dal gelo invernale.

Le cime del Monte Pollino (2.245 mt) e di Serra del Prete (2.181 mt) conservano ancora gli ultimi baluardi bianchi.

Piano Ruggio (1.535 mt) si presenta con un tricolore da cartolina. L’azzurro del cielo ed il verde dei prati, ci annunciano che anche il marrone della faggeta presto rigermoglierà.

Primavera a Serra di Crispo

Il ritorno su Serra di Crispo (2053 mt) avviene nei migliori dei modi, in una bella e lunga escursione con un doppio anello che tocca alcuni punti per me inesplorati.

La cavalcata inizia ben presto, alle 7.30 ci ritroviamo già a Fosso Iannace (1285 mt), con Giovanni, Renzo ed Umberto, progettisti della tappa odierna. Svegliarsi presto la mattina regala già le prime emozioni, il sapore dell’aria fresca e frizzante del primo mattino, dona armonia e distensione.
Il percorso all’andata si snoda costeggiando il santuario della Madonna del Pollino, Piano Jannace (1688 mt), sorgente Pitt’ a curc, e con strappo finale fino alla cresta nord di Serra di Crispo.

La giornata non è particolarmente calda, anzi  foschia e vento, ci danno il benvenuto proprio giunti sulla vetta. Nonostante tutto ci godiamo il suggestivo paesaggio che spazia dal mar Ionio, alle altre vette del Pollino ma soprattuto l’occhio va sull’esplosione dei colori per la fioritura primaverile di alta quota.

Qui è un dilagare di color e di profumi, dalle violette alle orchidee, che fanno da contorno ad un paesaggio già supremo per la presenza di Pini Loricati plurisecolari.

Serra_di_Crispo_primaveraSerra_di_Crispo_primaveraSerra_di_Crispo_primaveraIl passaggio al Giardino degli Dei, alla Serretta della Porticella, e alla Grande Porta del Pollino, ci conduce verso il rientro, ovvero, raggiungere Piano Iannace tramite la Rueping (sentiero così denominato per la presenza della teleferica della omonimà società dedita al taglio del legname).
Il primo anello è terminato ma non il secondo, quando invece di proseguire per il percorso di andata, raggiungiamo il punto di partenza tramite le Gole di Fosso Iannace.

Oltre 18 km di cammino, ma senza avvertire stanchezza. Le immagini catturate e quattro chiacchiere tra amici del Pollino, saranno poi il nostro integratore naturale.