Che freddo nell’ Appennino Lucano

Come da previsione la colonnina di mercurio è sensibilmente crollata nella notte, regalandoci temperature invernali e qualche precipitazione nevosa dai 1400 metri.

Ecco le immagini delle webca, che ci mostrano come si è svegliato l’Appennino Lucano stamane.

Massiccio del Pollino

Catena del Pollinowebcam Santino De Luca

Massiccio del Sirino

Lago LaudemioConserva LauriaMonte Alpiwebcam Antonio Cirigliano

Da notare anche le temperature al di sotto dello zero sin da San Severino Lucano, per arrivare ai -5,5 gradi di Lago Laudemio a 1500 metri.

Dentro la prima neve – Pollino 2016

La sera precedente
La sera precedente, la pioggia insistente aveva fatto ipotizzare la possibilità della prima neve sul Pollino. Le temperature erano finalmente più consone al periodo e si respirava un pò più di frescura. Fantasticando un pò di più, il sogno era quello di poter essere accarazzati dai fiocchi immacolati. Sognare non costa nulla.

9 novembre 2016
Fuori era ancora buio, ma aprendo la finestra il clima aveva già lanciato un chiaro “messaggio”.  Dico la verità, anche se il sogno era davvero tale, di fatto ci speravo, di fatto ero già pronto ad infilare gli scarponi per andare più in alto possibile, solo per vederla, per rivederla la prima volta quest’anno.

Giunto ai Piani di Vacquarro (1465 mt), l’emozione era tanta. Tra la nebbia il Monte Pollino (2248 mt) lasciava intravedere una spolverata di neve.

01-pollino-da-vacquarroCome se non ci fosse stato un domani di gran lena proseguo. Le virghe nevose scivolavano con assiduità sul fianco della montagna. Per me questo era un chiaro segnale che non stava nevicando solo in cima, ma che la neve si stava spingendo più in basso.

02-pollinoPasso dopo passo il color marrone delle foglie cadute sul sentiero assumevano un diverso colore. Man mano le radure si presentavanno sempre più bianche. Giunto alla Sorgente Spezzavummule (1664 mt) la macchia bianca era sempre più uniforme.

03-fonte-spezzavummuleTutto quello visto e vissuto fin quel momento era sufficiente. Ma l’ultimo desiderio era quello di avvicinarsi a Colle Gaudolino (1684 mt).  Pura magia dinanzi i miei occhi. Sognare non costa nulla.

04-colle-gaudolinoFoto di Francesco Sallorenzo, che ringrazio per il grande pensiero nel far recapitare le foto all’Associazione Meteo Basilicata.

Racconto ispirato dalle foto.

Torna il verde sul Pollino

Ci eravamo già occupati in un articolo della strana colorazione del Pollino a giugno 2016.

Un’enorme fascia rossa era ben evidente sui pendii delle vette e nelle radure del Parco Nazionale, che seppur suggestiva, rimaneva comunque inusuale per la stagione primaverile.

Nell’articolo spiegammo che la mancata germogliazione delle foglie fu determinata dal bruschissimo calo delle temperature registrate a fine aprile in seguito ad una tardina nevicata.

IMG_5288Pur raccontando il fenomeno e le sue cause, permaneva comunque il dubbio sull’evoluzione delle cose, ovvero, a) le foglie sarebbero cadute?, b) la colorazione sarebbe rimasta tale fino l’autunno?, oppure, c) gli alberi avrebbero rigermogliato nuove foglie?.

Ecco la risposta in queste foto. Il fenomeno osservato ora ha la sua soluzione. La forza della natura ha ripristinato lo stato delle cose. Il ciclo naturale si è nuovamente verificato.

Monte Pollino e Serra del PreteSerra del Prete ago 2016Serra del Prete e Monte Grattaculo

Il Nevaio del Pollino in altri tempi

Il monitoraggio fotografico del Nevaio del Monte Pollino a 2.225 mt si arricchisce di un preziosio cimelio.

E’ una rarissima fotografia messa a disposizione da Giorgio Giudiceandrea che ritrae il nevaio nell’estate del 1935.

Per l’Associazione Meteo Basilicata, che dal 2009 si sta impegnando per la creazione di un archivio fotografico, l’immagine è di inestimabile valore. Infatti, si tratta ad oggi della foto più antica mai raccolta.

00. estate_1935_giorgio_giudiceandreaNel passato, era solito che i “nevaioli” si recassero nelle vette a prelevare la neve sia per la conservazione degli alimenti che per la produzione delle granite.

Questi strani colori nel Pollino

Chi frequenta le montagne del Pollino, o si accingerà a farlo prossimamente, si sarà accorto, o si accorgerà, della strana colorazione dei boschi. Un’enorme fascia rossa ben evidente sui pendii delle vette e nelle radure del Parco Nazionale.

Una colorazione fantastica se fosse autunno, inusuale per il periodo quando solitamente è il verde a predominare il paesaggio. Un’inusualità che non coinvolge le vette. Da notare infatti lo spiccare del rigoglioso verde nelle cime dei monti.

Serra del PretePerchè è accaduto questo? Analisi del fenomeno.
Col tiempore primaverile gli alberi germogliano e le nuove foglie si presentano nella classica colorazione verde. Anche quest’anno il meccanismo era ben visibile nei nostri boschi. A rovinare il processo è stato un bruschissimo calo delle temperature che ha addirittura portato la neve fin i 1000 mt di quota. La neve ed il gelo del 25 aprile hanno letteralmente seccato le foglie, rendendole di questa colorazione.  Il fenomeno non ha coinvolto le cime, in quanto la germogliazione al di sopra dei 1700 mt di quota non era ancora avvenuta. Ecco il motivo per cui la fascia compresa dal 1500 ai 1700 metri presenta vaste zone di color rosso, mentre a quote più elevate è stata rispettata la consueta colorazione verde.

Progetto Pollino, primi dati 2016

Finalmente sono disponibili i primi dati relativi alle temperature dell’inverno 2016 registrate dalle stazioni meteo del Parco Nazionale del Pollino.

Il Progetto Pollino condotto dall’Associazione Meteo Basilicata è costituito da 3 stazioni meteo collocate in altrettanti punti strategici del territorio per il monitoraggio del microclima locale.

Nella fattispecie lo studio è condotto sulla dolina di Piano Ruggio (1535 mt), sui Piani del Pollino (1.777 mt), ed in prossimità del nevaio del Monte Pollino (2.225 mt).

PIANO RUGGIO: Nonostante l’inverno 2016 sia stato limitato a pochi episodi degni di nota, Piano Ruggio fa registrare una minima di -20,7 gradi nel mese di gennaio. Per valore assoluto, quella del 2016, addirittura è la terza minima negativa di tutta la serie storica. Rispetto lo scorso anno, possiamo annotare +4,1 gradi differenza, poichè a febbraio 2015 il termomentro ha raggiunto i -24,8 gradi.

Stazione meteo Piano RuggioPIANI DEL POLLINO: Il luogo più freddo dell’inverno 2016 sul Pollino con un sonoro -25,1 gradi. Solo un decimo di differenza rispetto febbraio 2015 quando la minima registrata fu di -25,2 gradi.
Ricordiamo che Piano Toscano, dove precisamente è collocata la stazione di rilevamento, detiene il record di temperatura negativa registata sul Pollino (dal 2011, anno in cui sono partite le rilevazioni) con i suoi -30,8 gradi del febbraio 2012.

NEVAIO DEL POLLINO: La stazione più alta in Appennino fa registrare una minima di -16,6 gradi a gennaio 2016. +2,5 gradi di differenza rispetto la minima registrata a febbario 2015 (-19,1 gradi). La stazione registra i valori in atmosfera, per cui non risente degli effetti provocati in una classica dolina (veloce e cospicuo raffreddamento). Questo spiega il motivo per cui le temperature minime registrate siano meno fredde nonostante il punto di rilevamento sia ad una quota altimetrica più elevata. Le rilevazioni sul nevaio ci permettono di osservare come anche il microclima locale abbia risentito dell’anomalia termica dell’inverno 2016, decretando temperature sopra la media.

5. Nevaio del Pollino UmbertoRicordiamo che il tipo di stazioni meteo utilizzate, proprio per la complessità del territorio, non permettono una trasmissione dei dati in tempo reale. Le stazioni registrano le temperature e memorizzano i dati che vengono scaricati ed elaborati periodicamente due o tre volte l’anno. Questo è il motivo per cui si dispone dei dati qualche mese dopo l’effettiva registrazione.

Dèjà vu al Nevaio del Pollino

Nel primo giorno di primavera 2016 è l’inverno ad apparire in tutta la sua bellezza.

Complice l’ultimo periodo nevoso in alta quota, gli scenari appaiono come quelli di un inverno denso e rilevante, ma che in realtà sono solo una piacevole impressione.

Il ritorno al nevaio del Pollino (2.225 mt) è un dèjà vu dei momenti più belli e significativi dell’attività di monitoraggio, con la stazione che mostra i segni più duri dell’inverno, ed una conca piena di neve.

Le bellissime immagini degli amici Umberto, Giovanni e Renzo Stimolo.

1. Stazione nevaio StimoloFoto di Giovanni e Renzo Stimolo
2. Stazione nevaio StimoloFoto di Giovanni e Renzo Stimolo
4. Nevaio del Pollino UmbertoFoto di Umberto Genovese
 3. Nevaio del Pollino UmbertoFoto di Umberto Genovese
 5. Nevaio del Pollino UmbertoFoto di Umberto Genovese