Dal nevaio del Pollino

Ultimi aggiornamenti dal nevaio del Pollino.

Vi mostriamo alcune foto che ritraggono il deposito di neve, a quota 2.225 mt di altezza, all’inizio ed alla fine di maggio 2017.

Le prime tre foto sono state scattate il 4 maggio da Info Pollino

L’ultima foto è stata scattata il 28 maggio da Giuseppe Cosenza

La primavera è tornata

La fioritura dei crochi (Crocus vernus), ci indica che la primavera è tornata.

Sul Pollino i prati verdi e viola hanno preso il sopravvento ed il profumo nell’aria è forte ed inebriante. Dai bassi pianori all’alta quota la primavera regala nuovi colori e nuova vita.

Ultima neve ai piedi di Serra di Crispo

La soleggiata giornata primaverile ci invoglia ad esplorare il Pollino con i suoi nuovi colori e fioriture.

Ai piedi del sentiero, le vette lontane ci indicano che i versanti meno esposti al sole, mantengono ancora un aspetto tipicamente invernale, elemento che non ci preoccupa. L’ascesa ai Piani del Pollino non sembra particolarmente complicata, anzi l’esplosione dei colori primaverili ai Piani di Vacquarro, ci distrae e ci rilassa.

Non si fa in tempo a dirlo che le macchie bianche diventano sempre più frequenti, fino a quando una coltre spessa di neve copre definitivamente il sentiero. La neve è altamente irregolare, i passi dei frequentatori del sentiero dei mesi precedenti lo hanno reso sconnesso, ed è ciò che accentua la nostra fatica.

Ma la lentezza ci permette di osservare altri elementi, come tracce e segni di animali selvatici, facendoci gustare in tutti gli elementi la straordinarietà di un Parco Nazionale.

La visuale è superba, i Piani del Pollino si presentano a chiazze bianche irregolari, leggere come pennellate in un quadro, con i pini loricati che giganteggiano in lontananza. La passeggiata si sarebbe dovuta chiudere qui, ma la voglia di vivere quel dipinto è tanta che passo dopo passo ci ritroviamo ai piedi di Serra della Ciavole.

Ai tratti tipici dell’inverno si contrappongono paesaggi primaverili, soprattuto in quota a Serra di Crispo, dove arriviamo senza accorgecene, e dove l’azione del sole ci restiutisce prati dalle mille sfumature.

 

Il verde che avanza

Ritorna la primavera, cambia il paesaggio, e la neve lascia spazio al verde che avanza.

A Piano Visitone (1.403 mt) la natura si esprime con colori smaglianti e brillanti e si risveglia dal gelo invernale.

Le cime del Monte Pollino (2.245 mt) e di Serra del Prete (2.181 mt) conservano ancora gli ultimi baluardi bianchi.

Piano Ruggio (1.535 mt) si presenta con un tricolore da cartolina. L’azzurro del cielo ed il verde dei prati, ci annunciano che anche il marrone della faggeta presto rigermoglierà.

Che freddo nell’ Appennino Lucano

Come da previsione la colonnina di mercurio è sensibilmente crollata nella notte, regalandoci temperature invernali e qualche precipitazione nevosa dai 1400 metri.

Ecco le immagini delle webca, che ci mostrano come si è svegliato l’Appennino Lucano stamane.

Massiccio del Pollino

Catena del Pollinowebcam Santino De Luca

Massiccio del Sirino

Lago LaudemioConserva LauriaMonte Alpiwebcam Antonio Cirigliano

Da notare anche le temperature al di sotto dello zero sin da San Severino Lucano, per arrivare ai -5,5 gradi di Lago Laudemio a 1500 metri.

Dentro la prima neve – Pollino 2016

La sera precedente
La sera precedente, la pioggia insistente aveva fatto ipotizzare la possibilità della prima neve sul Pollino. Le temperature erano finalmente più consone al periodo e si respirava un pò più di frescura. Fantasticando un pò di più, il sogno era quello di poter essere accarazzati dai fiocchi immacolati. Sognare non costa nulla.

9 novembre 2016
Fuori era ancora buio, ma aprendo la finestra il clima aveva già lanciato un chiaro “messaggio”.  Dico la verità, anche se il sogno era davvero tale, di fatto ci speravo, di fatto ero già pronto ad infilare gli scarponi per andare più in alto possibile, solo per vederla, per rivederla la prima volta quest’anno.

Giunto ai Piani di Vacquarro (1465 mt), l’emozione era tanta. Tra la nebbia il Monte Pollino (2248 mt) lasciava intravedere una spolverata di neve.

01-pollino-da-vacquarroCome se non ci fosse stato un domani di gran lena proseguo. Le virghe nevose scivolavano con assiduità sul fianco della montagna. Per me questo era un chiaro segnale che non stava nevicando solo in cima, ma che la neve si stava spingendo più in basso.

02-pollinoPasso dopo passo il color marrone delle foglie cadute sul sentiero assumevano un diverso colore. Man mano le radure si presentavanno sempre più bianche. Giunto alla Sorgente Spezzavummule (1664 mt) la macchia bianca era sempre più uniforme.

03-fonte-spezzavummuleTutto quello visto e vissuto fin quel momento era sufficiente. Ma l’ultimo desiderio era quello di avvicinarsi a Colle Gaudolino (1684 mt).  Pura magia dinanzi i miei occhi. Sognare non costa nulla.

04-colle-gaudolinoFoto di Francesco Sallorenzo, che ringrazio per il grande pensiero nel far recapitare le foto all’Associazione Meteo Basilicata.

Racconto ispirato dalle foto.

Torna il verde sul Pollino

Ci eravamo già occupati in un articolo della strana colorazione del Pollino a giugno 2016.

Un’enorme fascia rossa era ben evidente sui pendii delle vette e nelle radure del Parco Nazionale, che seppur suggestiva, rimaneva comunque inusuale per la stagione primaverile.

Nell’articolo spiegammo che la mancata germogliazione delle foglie fu determinata dal bruschissimo calo delle temperature registrate a fine aprile in seguito ad una tardina nevicata.

IMG_5288Pur raccontando il fenomeno e le sue cause, permaneva comunque il dubbio sull’evoluzione delle cose, ovvero, a) le foglie sarebbero cadute?, b) la colorazione sarebbe rimasta tale fino l’autunno?, oppure, c) gli alberi avrebbero rigermogliato nuove foglie?.

Ecco la risposta in queste foto. Il fenomeno osservato ora ha la sua soluzione. La forza della natura ha ripristinato lo stato delle cose. Il ciclo naturale si è nuovamente verificato.

Monte Pollino e Serra del PreteSerra del Prete ago 2016Serra del Prete e Monte Grattaculo