Il Nevaio del Pollino in altri tempi

Il monitoraggio fotografico del Nevaio del Monte Pollino a 2.225 mt si arricchisce di un preziosio cimelio.

E’ una rarissima fotografia messa a disposizione da Giorgio Giudiceandrea che ritrae il nevaio nell’estate del 1935.

Per l’Associazione Meteo Basilicata, che dal 2009 si sta impegnando per la creazione di un archivio fotografico, l’immagine è di inestimabile valore. Infatti, si tratta ad oggi della foto più antica mai raccolta.

00. estate_1935_giorgio_giudiceandreaNel passato, era solito che i “nevaioli” si recassero nelle vette a prelevare la neve sia per la conservazione degli alimenti che per la produzione delle granite.

Questi strani colori nel Pollino

Chi frequenta le montagne del Pollino, o si accingerà a farlo prossimamente, si sarà accorto, o si accorgerà, della strana colorazione dei boschi. Un’enorme fascia rossa ben evidente sui pendii delle vette e nelle radure del Parco Nazionale.

Una colorazione fantastica se fosse autunno, inusuale per il periodo quando solitamente è il verde a predominare il paesaggio. Un’inusualità che non coinvolge le vette. Da notare infatti lo spiccare del rigoglioso verde nelle cime dei monti.

Serra del PretePerchè è accaduto questo? Analisi del fenomeno.
Col tiempore primaverile gli alberi germogliano e le nuove foglie si presentano nella classica colorazione verde. Anche quest’anno il meccanismo era ben visibile nei nostri boschi. A rovinare il processo è stato un bruschissimo calo delle temperature che ha addirittura portato la neve fin i 1000 mt di quota. La neve ed il gelo del 25 aprile hanno letteralmente seccato le foglie, rendendole di questa colorazione.  Il fenomeno non ha coinvolto le cime, in quanto la germogliazione al di sopra dei 1700 mt di quota non era ancora avvenuta. Ecco il motivo per cui la fascia compresa dal 1500 ai 1700 metri presenta vaste zone di color rosso, mentre a quote più elevate è stata rispettata la consueta colorazione verde.

Progetto Pollino, primi dati 2016

Finalmente sono disponibili i primi dati relativi alle temperature dell’inverno 2016 registrate dalle stazioni meteo del Parco Nazionale del Pollino.

Il Progetto Pollino condotto dall’Associazione Meteo Basilicata è costituito da 3 stazioni meteo collocate in altrettanti punti strategici del territorio per il monitoraggio del microclima locale.

Nella fattispecie lo studio è condotto sulla dolina di Piano Ruggio (1535 mt), sui Piani del Pollino (1.777 mt), ed in prossimità del nevaio del Monte Pollino (2.225 mt).

PIANO RUGGIO: Nonostante l’inverno 2016 sia stato limitato a pochi episodi degni di nota, Piano Ruggio fa registrare una minima di -20,7 gradi nel mese di gennaio. Per valore assoluto, quella del 2016, addirittura è la terza minima negativa di tutta la serie storica. Rispetto lo scorso anno, possiamo annotare +4,1 gradi differenza, poichè a febbraio 2015 il termomentro ha raggiunto i -24,8 gradi.

Stazione meteo Piano RuggioPIANI DEL POLLINO: Il luogo più freddo dell’inverno 2016 sul Pollino con un sonoro -25,1 gradi. Solo un decimo di differenza rispetto febbraio 2015 quando la minima registrata fu di -25,2 gradi.
Ricordiamo che Piano Toscano, dove precisamente è collocata la stazione di rilevamento, detiene il record di temperatura negativa registata sul Pollino (dal 2011, anno in cui sono partite le rilevazioni) con i suoi -30,8 gradi del febbraio 2012.

NEVAIO DEL POLLINO: La stazione più alta in Appennino fa registrare una minima di -16,6 gradi a gennaio 2016. +2,5 gradi di differenza rispetto la minima registrata a febbario 2015 (-19,1 gradi). La stazione registra i valori in atmosfera, per cui non risente degli effetti provocati in una classica dolina (veloce e cospicuo raffreddamento). Questo spiega il motivo per cui le temperature minime registrate siano meno fredde nonostante il punto di rilevamento sia ad una quota altimetrica più elevata. Le rilevazioni sul nevaio ci permettono di osservare come anche il microclima locale abbia risentito dell’anomalia termica dell’inverno 2016, decretando temperature sopra la media.

5. Nevaio del Pollino UmbertoRicordiamo che il tipo di stazioni meteo utilizzate, proprio per la complessità del territorio, non permettono una trasmissione dei dati in tempo reale. Le stazioni registrano le temperature e memorizzano i dati che vengono scaricati ed elaborati periodicamente due o tre volte l’anno. Questo è il motivo per cui si dispone dei dati qualche mese dopo l’effettiva registrazione.

Dèjà vu al Nevaio del Pollino

Nel primo giorno di primavera 2016 è l’inverno ad apparire in tutta la sua bellezza.

Complice l’ultimo periodo nevoso in alta quota, gli scenari appaiono come quelli di un inverno denso e rilevante, ma che in realtà sono solo una piacevole impressione.

Il ritorno al nevaio del Pollino (2.225 mt) è un dèjà vu dei momenti più belli e significativi dell’attività di monitoraggio, con la stazione che mostra i segni più duri dell’inverno, ed una conca piena di neve.

Le bellissime immagini degli amici Umberto, Giovanni e Renzo Stimolo.

1. Stazione nevaio StimoloFoto di Giovanni e Renzo Stimolo
2. Stazione nevaio StimoloFoto di Giovanni e Renzo Stimolo
4. Nevaio del Pollino UmbertoFoto di Umberto Genovese
 3. Nevaio del Pollino UmbertoFoto di Umberto Genovese
 5. Nevaio del Pollino UmbertoFoto di Umberto Genovese

Sul Pollino l’inverno fa sul serio

L’ultima ondata di maltempo ha acceso gli entusiasmi degli amanti della neve, degli sci e delle ciaspole.

In effetti, aspettare la fine di gennaio per riutilizzare i vari accesori invernali, non è usuale.

Un grazie al Gruppo Pollino ed a Umberto Genovese che ci concede il privilegio di deliziarci con le seguenti immagini che ritraggono la stazione meteo del Progetto Pollino (posta a 2.225 mt in prossimità della vetta del Monte Pollino), completamente avvolta dal ghiaccio

Proggetto Pollino Nevaio ed altre sbalorditive immagini che ritraggono l’eleganza dei Pini Loricati in inverno

Pino Loricato invernoPino Loricato inverno1Pino Loricato inverno 2Foto di Umberto Genovese

In attesa della neve sul Pollino

Le foto parlano chiaro sulla pochezza della neve nelle vette del Pollino e dell’Appenino Lucano. Ma la svolta è dietro l’angolo con i primi giorni del 2016 con neve prevista inizialmente a 1500 mt.

Ecco la situazione sul Monte Pollino e Serra del Prete

Pollino_Serra del Pretee sul resto dell’Appennino Lucano

Prima neve sul Pollino (2015)

Prima neve sul Pollino per la stagione 2015/2016. Il freddo a basse quote ce ne aveva dato “notizia”.

Una leggera spolverata ha colpito il Massiccio Pollino a circa 1900-2000 metri di altezza.

In foto Serra del Prete (2.181 mt) da Piano Ruggio
Neve Serra del Prete 2015Di seguito il Monte Pollino (2.248 mt, con lo sfondo sulla sinistra Serra Dolcedorme 2.267 mt), e ancora Serra del Prete.

Prima neve in linea con gli altri anni, che risolve l’anomalia del 2014 quando la prima neve arrivò in netto ritardo il 7 dicembre 2014. Ricordiamo che nel 2013 la prima neve cadde il 12 nov 2013, nel 2012 il 28 ottobre 2012, nel 2011 il 10 ott 2011, e nel 2010 il 27 ott 2010.