Prima spruzzata di neve

Una leggera spolverata ha colpito il Pollino a circa 1900-2000 metri di altezza.
Una prima spruzzata di neve è stata visibile le prime ore dell’8 ottobre 2017.

In foto il Monte Pollino (2.248 mt) da San Severino Lucano

Si ringrazia Santino De Luca per la foto

 

Al Patriarca del Pollino

Il Patriarca del Pollino è il più longevo esemplare di Pino Loricato presente in Italia. Con i suoi quasi 1000 anni di età è tra i più importanti alberi monumentali del nostro Paese.

Per raggiungere il Patriarca partiamo da Colle dell’Impiso (1560 mt) in una giornata tipicamente estiva. Raggiungiamo la sorgente Spezzavummule (1664 mt) e notiamo gli effetti della siccità estiva. La fonte, seppur presente con le sue acque limpide e freschissime, ha una portata minimale rispetto le normali capacità.
Riempiamo le bottiglie e sbuchiamo immediatamente a Colle Gaudolino (1680 mt).

Le condizioni climatiche condizionano la scelta del percorso, infatti, fin da subito stabiliamo di raggiungere la meta tramite il Bosco del Pollinello e non tramite il sentiero che si inerpica sulla spalla sud-ovest del Monte Pollino. Questo percorso, all’ombra della faggetta, sale dolcemente, dove esemplari giovani di Pino Loricato stanno riconolizzando i costoni rocciosi.

In una spaccatura di una di esso, immerso nella faggeta in direzione Monte Pollino, quasi 1000 anni fa nasceva il Patriarca del Pollino, un albero dalle dimensioni uniche, alto 12 metri e largo 6. La grandezza è incommensurabile, soprattutto osservando i rami dello stesso. Quelli che sarebbe tronchi di un normale albero, qui sono rami.
Ammiriamo un’opera d’arte della natura, di cui la certificazione dell’età risale agli anni ’80 su segnalazione di Giorgio Braschi. C’è chi scommette, appunto, che altri alberi seppur non accertati superebbero l’età del Patriarca.

Non vi resta che infilare gli scarponi e visitare un patrimonio di un inestimabile valore.

Dal nevaio del Pollino

Ultimi aggiornamenti dal nevaio del Pollino.

Vi mostriamo alcune foto che ritraggono il deposito di neve, a quota 2.225 mt di altezza, all’inizio ed alla fine di maggio 2017.

Le prime tre foto sono state scattate il 4 maggio da Info Pollino

L’ultima foto è stata scattata il 28 maggio da Giuseppe Cosenza

La primavera è tornata

La fioritura dei crochi (Crocus vernus), ci indica che la primavera è tornata.

Sul Pollino i prati verdi e viola hanno preso il sopravvento ed il profumo nell’aria è forte ed inebriante. Dai bassi pianori all’alta quota la primavera regala nuovi colori e nuova vita.

Ultima neve ai piedi di Serra di Crispo

La soleggiata giornata primaverile ci invoglia ad esplorare il Pollino con i suoi nuovi colori e fioriture.

Ai piedi del sentiero, le vette lontane ci indicano che i versanti meno esposti al sole, mantengono ancora un aspetto tipicamente invernale, elemento che non ci preoccupa. L’ascesa ai Piani del Pollino non sembra particolarmente complicata, anzi l’esplosione dei colori primaverili ai Piani di Vacquarro, ci distrae e ci rilassa.

Non si fa in tempo a dirlo che le macchie bianche diventano sempre più frequenti, fino a quando una coltre spessa di neve copre definitivamente il sentiero. La neve è altamente irregolare, i passi dei frequentatori del sentiero dei mesi precedenti lo hanno reso sconnesso, ed è ciò che accentua la nostra fatica.

Ma la lentezza ci permette di osservare altri elementi, come tracce e segni di animali selvatici, facendoci gustare in tutti gli elementi la straordinarietà di un Parco Nazionale.

La visuale è superba, i Piani del Pollino si presentano a chiazze bianche irregolari, leggere come pennellate in un quadro, con i pini loricati che giganteggiano in lontananza. La passeggiata si sarebbe dovuta chiudere qui, ma la voglia di vivere quel dipinto è tanta che passo dopo passo ci ritroviamo ai piedi di Serra della Ciavole.

Ai tratti tipici dell’inverno si contrappongono paesaggi primaverili, soprattuto in quota a Serra di Crispo, dove arriviamo senza accorgecene, e dove l’azione del sole ci restiutisce prati dalle mille sfumature.

 

Il verde che avanza

Ritorna la primavera, cambia il paesaggio, e la neve lascia spazio al verde che avanza.

A Piano Visitone (1.403 mt) la natura si esprime con colori smaglianti e brillanti e si risveglia dal gelo invernale.

Le cime del Monte Pollino (2.245 mt) e di Serra del Prete (2.181 mt) conservano ancora gli ultimi baluardi bianchi.

Piano Ruggio (1.535 mt) si presenta con un tricolore da cartolina. L’azzurro del cielo ed il verde dei prati, ci annunciano che anche il marrone della faggeta presto rigermoglierà.

Che freddo nell’ Appennino Lucano

Come da previsione la colonnina di mercurio è sensibilmente crollata nella notte, regalandoci temperature invernali e qualche precipitazione nevosa dai 1400 metri.

Ecco le immagini delle webca, che ci mostrano come si è svegliato l’Appennino Lucano stamane.

Massiccio del Pollino

Catena del Pollinowebcam Santino De Luca

Massiccio del Sirino

Lago LaudemioConserva LauriaMonte Alpiwebcam Antonio Cirigliano

Da notare anche le temperature al di sotto dello zero sin da San Severino Lucano, per arrivare ai -5,5 gradi di Lago Laudemio a 1500 metri.