Monte Pollino, la mia prima nord

La prima nord non si scorda mai!
Così come tutte le prime volte anche le escursioni in montagna sono indimenticabili.

Se poi queste hanno delle eccezionalità, allora si che le uscite resteranno per sempre indelebili. E’ il caso della mia ultima escursione, la mia prima volta sulla parete nord-est del Monte Pollino (2.248 mt). Partenza da un Colle Impiso ghiacchiato dove la temperatura è di qualche grado sotto lo zero. Una magnifica alba ci scalda, non tanto per il sole che si alza, ma per gli scenari che madre natura ci regala.

All’interno del bosco innevato, sotto i rami decorati dal bianco della neve, giungiamo alla sorgente Spezzavummula (1664 mt) quasi nascosta dalla coltre bianca. Qui una breve pausa prima di ricominciare alla volta del Monte Pollino per la via normale.

La salita comincia ad essere sempre più faticosa, fatica dettata sia dalla pendenza più elevata ma soprattutto per il sentiero innevato, che senza alcun calpestio precedente, mette a dura prova le nostre gambe.

Quando il peggio sembrava passato si presenta una situazione ancora peggiore. L’assenza del percorso tracciato rende il costone un’unicum. Il piccolo strato superficiale delle neve, sopra uno spessore di ghiaccio, non permette alle ciaspole di attecchire con efficacia sul fondo. Faccio un passo in avanti e ne perdo due andando indietro, avanzo di poco ma perdo metri. Sulla scia dei compagni di spedizione Giovanni, Renzo e Umberto, riesco a passare anche i tratti più pericolosi come all’uscita della balconata verso il Pollinello.

Dopo l’arrivo in vetta ci prepariamo per la discesa per il versante nord-est. Tolte le ciaspole si fa affidamento solo alla forza delle gambe e alla tecnica del freno-tallone.

Le pendenze sono impegnative, addirittura in alcuni tratti si supera il 50%, che riesco a passare solo con l’aiuto della picozza. Non c’è tempo per guardarsi attorno, una distrazione potrebbe costare caro. Massima concetrazione e passo dopo passo giungiamo ai limiti del bosco sopra i Piani del Pollino. Da li si fa ritorno alla base, passando per i Piani di Vacquarro.

Che freddo a Piano Ruggio

Superati i problemi relativi alla stazione di rilevamento che hanno rallentato lo studio nello scorso anno, a Piano Ruggio nel Parco Nazionale del Pollino, il Progetto Pollino è ripartito da ottobre 2017.

Gli ultimi tre mesi tuttavia sono stati sufficienti a ricordarci che a Piano Ruggio, quelli del 2017, sono stati mediamente i più freddi degli ultimi anni. La stazione di rilevamento dell’Associazione Meteo Basilicata, infatti, ha rilevato minime di -8,8 gradi ad ottobre e -9,5 gradi a novembre.

Soffermandoci a dicembre, invece, la colonnina è scesa in sei occasioni oltre -10 gradi, con il clou dei -26,5 gradi (ampiamente commentati) che rappresentano la seconda minima più bassa in assoluto di Piano Ruggio.

Freddo polare a Piano Ruggio (-26,5 gradi)

Nella notte del 20 dicembre 2017 nel Pollino la temperatura ha toccato i -26,5 gradi.

Siamo a Piano Ruggio, nel Parco Nazionale del Pollino, dove la stazione di rilevamento dell’Associazione Meteo Basilicata ha registrato una temperatura minima che sa quasi di record.

Una minima di notevole interesse soprattutto se consideriamo la latitudine del luogo, posto a 1.535 metri. I conoscitori dell’area protetta, tuttavia, confermeranno che questa non è una situazione rara, in quanto, proprio le caratteristiche nel pianoro in inverno incentivano il raffreddamento che determina il microclima polare.
La conca carsica di Piano Ruggio, ricadente nel territorio di Viggianello (PZ), infatti non è nuova a comportamenti estremi, basti pensare che la temperatura minima registrata dall’inizio delle rilevazioni, è stata di -29,4 gradi risalente a gennaio 2010, con episodi estremi che si sono ripetuti ogni anno anche se non con questo vigore.

CONTESTO METEOROLOGICO:
Nella seconda parte di dicembre una massa di aria artico-continentale è affluita sul medio e basso versante Adriatico apportando un repentino calo delle temperature con precipitazioni nevose nell’Appennino Calabro-Lucano.

IL GIORNO PIÙ FREDDO
Al termine della fase perturbata, nel momento in cui le nubi hanno lasciato spazio al cielo sereno e nel momento in cui i forti venti freddi si sono placati, a Piano Ruggio si è messo in moto quel meccanismo tipico delle conche carsiche che favorisce l’abbassamento repentino delle temperature. L’assenza di disturbi atmosferici è stata determinante per il raggiungimento di -26,5 gradi alle ore 5.

Nelle ore successive la temperatura si è mantenuta pressoché stabile, presentando anche degli elementi di criticità per l’essere umano. Se ad esempio delle persone avessero raggiunto Piano Ruggio alle ore 8.30 avrebbero trovato una temperatura di -26 gradi, alle 9.30 di -25 gradi e alle 10.30 di -20 gradi!

La stazione di Piano Ruggio rientra tra le 3 stazioni meteo del Progetto Pollino, collocate in punti strategici come i Piani del Pollino (a 1777 mt) ed in prossimità della vetta del Monte Pollino (a 2.225 mt).

Nostalgico tramonto

Le vette del Pollino tinte di bianco lambite dagli ultimi raggi di sole.

Le accensioni delle luci ci indicano il calare della sera, per un nostalgico tramonto.

Si ringrazia Santino De Luca realizzatore del progetto web cam.

La webcam posizionata sopra l’abitato di San Severino Lucano punta, da sinistra verso destra il Monte Pollino (2248 mt), Serra del Prete (2181 mt), monte Grattaculo (1891 mt) e sullo sfondo Coppola di Paola (1919 mt).

Neve sui borghi del Pollino

Una carrellata di immagini

Castrovillari CS - by Francesco Sallorenzo
Albidona CS - webcam altacalabriameteo.it
Castelluccio Inferiore PZ
San Severino Lucano PZ - webcam sanseverinometeo.it
San Severino Lucano PZ - Mirella