Al Patriarca del Pollino

Il Patriarca del Pollino è il più longevo esemplare di Pino Loricato presente in Italia. Con i suoi quasi 1000 anni di età è tra i più importanti alberi monumentali del nostro Paese.

Per raggiungere il Patriarca partiamo da Colle dell’Impiso (1560 mt) in una giornata tipicamente estiva. Raggiungiamo la sorgente Spezzavummule (1664 mt) e notiamo gli effetti della siccità estiva. La fonte, seppur presente con le sue acque limpide e freschissime, ha una portata minimale rispetto le normali capacità.
Riempiamo le bottiglie e sbuchiamo immediatamente a Colle Gaudolino (1680 mt).

Le condizioni climatiche condizionano la scelta del percorso, infatti, fin da subito stabiliamo di raggiungere la meta tramite il Bosco del Pollinello e non tramite il sentiero che si inerpica sulla spalla sud-ovest del Monte Pollino. Questo percorso, all’ombra della faggetta, sale dolcemente, dove esemplari giovani di Pino Loricato stanno riconolizzando i costoni rocciosi.

In una spaccatura di una di esso, immerso nella faggeta in direzione Monte Pollino, quasi 1000 anni fa nasceva il Patriarca del Pollino, un albero dalle dimensioni uniche, alto 12 metri e largo 6. La grandezza è incommensurabile, soprattutto osservando i rami dello stesso. Quelli che sarebbe tronchi di un normale albero, qui sono rami.
Ammiriamo un’opera d’arte della natura, di cui la certificazione dell’età risale agli anni ’80 su segnalazione di Giorgio Braschi. C’è chi scommette, appunto, che altri alberi seppur non accertati superebbero l’età del Patriarca.

Non vi resta che infilare gli scarponi e visitare un patrimonio di un inestimabile valore.

Orchidea regina di primavera

Esiste un luogo intatto e meraviglioso che non smette mai di stupirmi. In qualunque stagione lo si frequenti regala sempre paesaggi, scorci e colori univoci.

Ogni giorno questo luogo non è mai lo stesso, oggi per merito della regina di primavera: l’Orchidea.

Imponente e delicata, rara e sensuale, suggestiva e fugace.

Il Parco Nazionale del Pollino ospita molte specie endemiche di orchidee dell’Appennino meridionale.

In foto un Orchis pauciflora, comunemente conosciuta come Orchidea Gialla o Meditarranea, presente in tutta Italia, tranne che sulle isole maggiori. Questo esemplare è stato fotografato sul Monte Zaccana (1580 mt) di Castelluccio Superiore, e sullo sfondo si possono notare le asperità del monte La Spina (1652 mt)

L’autunno visto dalle Ciavole

Il mio autunno visto da Serra delle Ciavole (2.130 mt).

Serra delle Ciavole

Con Umberto, Renzo e Nunzio  compiuto un lunghissimo anello intorno e lungo la bellissima Serra delle Ciavole.
Nel primo tratto abbiamo impegnato il percorso di lago Fondo, la Rueping fino a Casino Toscano. Poi percorrendo una bellissima anche se poco conosciuta mulattiera che passa per la sorgente Raganella abbiamo raggiunto Piano di Fossa dopo aver riempito le bottiglie alla sorgente Sciogliaturo. Siamo poi saliti a Serra delle Ciavole dalla panoramicissima cresta sud. Discesa traversando la lunga cresta Nord fino alla Grande Porta per poi scendere a piano Iannace ed imboccare nuovamente la Rueping fino al percorso di lago Fondo.
22km percorrendo alcuni tracciati che stanno scomparendo, forse perché non meritano l’appellativo di “Itinerario di particolare valenza”. Fantastica escursione tra i colori caldi autunnali.

testo articolo di Giovanni Stimolo, foto di Umberto Genovese

L’autunno è sul Pollino

Rapida ma fantastica uscita sulla lunga cresta di Serra del Prete (2.181 mt) da dove si gode di uno tra i migliori panorami dell’intero Parco Nazionale.

Qui è già autunno, qui i colori sono già surreali.

Monte Pollino da Serra del Prete

 

Foto di U.Genovese

I colori caldi dell’autunno

L’autunno, che in città assume colori spenti e uggiosi, in montagna mostra tutta la sua bellezza con colori caldi e armoniosi che regalano sensazioni eccezionali.

E’ nostro compito tutelare questi angoli di paradiso, l’unica nostra vera ricchezza!

Monte Manfriana, la montagna sacra

Si prevede una bollente giornata estiva e l’idea di percorrere la cosiddetta via dell’Infinito (dal Colle della Scala a Serra Dolcedorme) ci sfiora solo per un attimo la testa per poi volatilizzarsi in un istante.

Decidiamo comunque di rimanere in zona e quindi di salire sul Monte Manfriana (mt.1987), partendo da Colle Marcione (mt.1237). Partiti quindi di buon ora dal rifugio di colle Marcione (sono le 6.30), raggiungiamo la radura di Ratto, attraversando poi il bosco della Fagosa lungo un sentiero molto bello, fino a sbucare in cresta. Percorriamo quindi la lunghissima cresta superando la Timpa del Principe e Costa la Verna fino a giungere in vetta alla Manfriana orientale. Uno degli obiettivi di questa escursione, è quello di scattare qualche foto ai grandi rapaci, che quest’anno non siamo riusciti ancora a fotografare. L’obiettivo è stato colto mentre attraversiamo Costa la Verna con l’avvistamento del Grifone, reintrodotto di recente proprio nel versante di Civita. L’avvistamento è stato molto emozionante, con alcuni esemplari che si sono avvicinati come poche volte capita, permettendoci di tirar fuori foto molto dettagliate. Ne contiamo almeno sei e non è l’unico avvistamento di rapaci. Avvistiamo anche qualche gheppio e un nibbio reale.

Per la discesa, impegnamo il bellissimo sentiero che parte dal passo di Marcellino Serra, e raggiunge la fontana del Principe. Di qui torniamo all’auto percorrendo la strada forestale della Fagosa.

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