In volo con il Nibbio Reale

In una tipica giornata invernale, quando il sole è forte ed alto, e dalle montagne del Pollino luccica una meravigliosa neve, la Valle del Mercure si tinge di una rilassante atmosfera.

Siamo tra Castelluccio Inferiore e Superiore, Viggianello e Rotonda. Una semplice passeggiata può rivelarsi un buon momento per sperimentare nuove attività, come quella del birdwatching.

L’osservazione degli uccelli in natura è un hobby che può essere praticato da tutti, ed il nostro territorio è ricco di interessanti specie. Il mio interesse va soprattuto sui rapaci, che si distinguono per imponenza ed eleganza. Vederli volteggiare, predare, e osservarli nei loro spettacoli numeri è molto affascinante.

Molto spesso il soggetto d’osservazione è il Nibbio Reale (Milvus Milvus) che con la sua apertura alare fino ai 160 cm (per le femmine) domina i cieli della nostra Valle.

Una raccomandazione a tutti coloro che vogliono cimentarsi in questo hobby. Ci sono delle piccole regole da rispettare, per non arrecare danni e fastidio all’avifauna:

  • Non disturbare gli uccelli con registrazioni sonore o luci artificiali.
  • Non avvicinarsi troppo ai nidi, ai luoghi di cova, ai luoghi del corteggiamento e di approvvigionamento del cibo.
  • Non divulgare informazioni precise nel caso queste riguardino una specie rara o di particolare interesse.

Birdwatching sul Pollino

Anche una giornata tranquilla, intesa come la rinuncia a calpestare i sentieri del Pollino, evitando numerosi chilometri nelle gambe, può regalarti emozioni e divertimento.

Tutto ciò è un Parco Nazionale, tutto ciò è il Parco Nazionale del Pollino.

Le fantastiche foto sono state scattate a Bosco Magnano (650 mt nel San Severino Lucano) da Giovanni e Renzo Stimolo, ormai sempre più, tra i maggiori conoscitori dell’area protetta.

Di fatto è merito delle loro abilità fotografiche se oggi possiamo ammirare queste spettacolari immagini, che ritraggono la fauna volatile di una delle zone più frequentate del Pollino.

In foto il Picchio Rosso Mezzano, il Picchio Muratore, la Cinciallegra, il Rampichino e la maestosa Poiana.

picchiorossomezzano1

 

Chi di noi non ha attraversato Bosco Magnano, o chi di noi non ha visitato i sentieri dei torrenti Frido e Peschiera che proprio lì incrociano la loro corsa per poi affluire nel fiume Sinni. Eppure non tutti riescono ad ascoltare i suoni e vedere le bellezze nascoste di questa terra.

Pernice sul Pollino

Sulle alture del Pollino incontro con delle Pernici.

Pernice Pollino

Lo spettacolo continua dalla cresta dell’infinito con un tramonto mozzafiato sulla Valle del Raganello.

foto di G. e R. Stimolo

Ancora Piviere Tortolino

Era il 16 settembre del 2012 quando durante una delle nostre escursioni su Serra delle Ciavole abbiamo incontrato e fotografato questo simpatico volatile: il Piviere Tortolino.

Piviere Tortolino Pollino

Ignoravamo la specie e solo dopo con l’aiuto di El Indio abbiamo constatato che si trattava di una specie di grande interesse dal punto di vista conservazionistico. Il Piviere Tortolino, un migratore per eccellenza, che sverna in Africa settentrionale, centrale e Medio Oriente, rarissimo in Italia e nidificante solo occasionale. Le altissime montagne che circondano Livigno, in Lombardia, oltre a una piccola area sui Monti della Maiella, in Abruzzo, sono gli unici due siti di nidificazione accertati, per una specie che sceglie il nostro Paese molto raramente, per costruire il nido.

“Colpa” di esigenze ecologiche piuttosto complesse, prima tra tutte la necessità di avere buona disponibilità di cibo nonostante le quote elevate. (Cit.www.uccellidaproteggere.it).

Piviere Tortolino Pollino Piviere Tortolino Pollino 1L’anno scorso, lo abbiamo avvistato nuovamente a fine Agosto durante una nostra uscita sulla Via dell’infinito che porta al Dolcedorme. In quell’occasione però non siamo riusciti a fotografarlo. Quest’anno, e più precisamente il 14 settembre lo abbiamo avvistato su monte Pollino e più tardi anche fotografato su Serra Dolcedorme. Si trattava di un nutrito gruppo di una ventina di individui. Visto il periodo, molto probabilmente è solo di passaggio per andare a svernare in Africa, ma chissà un domani potrebbe anche scegliere le vette del Pollino per nidificare.

Noi ne saremmo felicissimi!

Capriolo nel Pollino lucano

Sensazionale avvistamento quello avvenuto in settimana a Piano Jannace, nel versante lucano del Parco del Pollino.

E’ stato avvistato un capriolo (C. capreolus italicus) e la notizia, come commenta G. Cosenza storica guida ufficiale “ha un altissimo valore storico e scientifico, in quanto trattasi di una popolazione autoctona che sta ricolonizzando aree da dove “è stato estinto” da almeno un secolo, partendo dall’Orsomarso dove era sopravvisssuto“.

capriolo pollinocapriolo pollino 2

Foto di A. Vimer Sabino, autore dell'avvistamento

Sulle tracce del lupo

In un luogo incantato e ovattato dalla neve, in luogo impenetrabile dalla maggior parte delle persone, decidiamo di percorre quel sentiero meno battuto.

L’emozione di essere i primi a calpestare quella neve è tanta, ma presto ci accorgiamo di essere i secondi, di non essere i soli.
Una lunga traccia ci sbuca all’improvviso: la neve è fresca ed è tanta per cui non riusciamo ben a decifrare. Ma ci sono alcuni elementi che fanno presagire che quelle, siano tracce importanti.

Si va avanti a fatica, la pendenza è tanta, e nonostante avessimo le ciaspole ai piedi in alcuni punti vorremmo tornare indietro. Ma lì sempre davanti a noi, c’è la voglia di seguire quei lunghi balzi …

Dentro al bosco la neve poi si fa sempre più dura e ghiacciata, ed è qui che non abbiamo più dubbi, siamo sulle tracce del lupo.

Anzi due, sono una coppia. Le tracce sono inconfondibili. Si tratta davvero di lupi.

Osserviamo anche la marcatura del territorio. La pipì è fresca, non saranno che qualche km avanti a noi.