Monte Pollino, la mia prima nord

La prima nord non si scorda mai!
Così come tutte le prime volte anche le escursioni in montagna sono indimenticabili.

Se poi queste hanno delle eccezionalità, allora si che le uscite resteranno per sempre indelebili. E’ il caso della mia ultima escursione, la mia prima volta sulla parete nord-est del Monte Pollino (2.248 mt). Partenza da un Colle Impiso ghiacchiato dove la temperatura è di qualche grado sotto lo zero. Una magnifica alba ci scalda, non tanto per il sole che si alza, ma per gli scenari che madre natura ci regala.

All’interno del bosco innevato, sotto i rami decorati dal bianco della neve, giungiamo alla sorgente Spezzavummula (1664 mt) quasi nascosta dalla coltre bianca. Qui una breve pausa prima di ricominciare alla volta del Monte Pollino per la via normale.

La salita comincia ad essere sempre più faticosa, fatica dettata sia dalla pendenza più elevata ma soprattutto per il sentiero innevato, che senza alcun calpestio precedente, mette a dura prova le nostre gambe.

Quando il peggio sembrava passato si presenta una situazione ancora peggiore. L’assenza del percorso tracciato rende il costone un’unicum. Il piccolo strato superficiale delle neve, sopra uno spessore di ghiaccio, non permette alle ciaspole di attecchire con efficacia sul fondo. Faccio un passo in avanti e ne perdo due andando indietro, avanzo di poco ma perdo metri. Sulla scia dei compagni di spedizione Giovanni, Renzo e Umberto, riesco a passare anche i tratti più pericolosi come all’uscita della balconata verso il Pollinello.

Dopo l’arrivo in vetta ci prepariamo per la discesa per il versante nord-est. Tolte le ciaspole si fa affidamento solo alla forza delle gambe e alla tecnica del freno-tallone.

Le pendenze sono impegnative, addirittura in alcuni tratti si supera il 50%, che riesco a passare solo con l’aiuto della picozza. Non c’è tempo per guardarsi attorno, una distrazione potrebbe costare caro. Massima concetrazione e passo dopo passo giungiamo ai limiti del bosco sopra i Piani del Pollino. Da li si fa ritorno alla base, passando per i Piani di Vacquarro.

Qui, Serra di Crispo

Destinazione Serra di Crispo (2053 mt). A riportarci le suggestive foto è Maurizio Lofiego, che in compagnia di Leonardo Viceconte, Saverio ‘Indio’ De Marco, Tonino Provenzano e Santino De Luca hanno affrontato un’escursione impegnativa con 17 km percorsi con circa mille metri di dislivello.

IL RACCONTO DI MAURIZIO: Partenza dalle sorgenti del Frido, a causa dell’impraticabilità della strada, con neve molto pesante che ha reso più faticosa l’ascesa. Man mano che si saliva la consistenza della neve migliorava permettendo un uso migliore delle ciaspole.

La nebbia non ha dato tregua, e forse quest’aspetto è l’unico che penalizzato l’escursione, ma una volta in quota osservare i pini loricati carichi di ghiaccio è stato davvero fiabesco.

Serra Crispo

Nota davvero positiva è l’enorme quantità di neve. Oltre 200 cm a 1800 mt.
La foto con la ciaspola blu è davvero suggestiva: il cartello indicatore che normalmente si osserva dal basso verso alto essendo alto più di due metri e mezzo, era completamente sepolto dalla neve, ed abbiamo dovuto spalare un pò di neve per trovarlo.

Dolcedorme: dove osano le aquile

Doveva essere una classica e tranquilla uscita domenicale ma in realtà già dalla meticolosa preparazione del giorno prima avevo capito che Serra Dolcedorme sarebbe stata la meta scelta.

E’ così nella giornata perfetta, metereologicamente parlando, il gruppo Pollino ha affrontato la lunga e difficile escursione che ci ha portati fin sopra i 2267 mt di Serra Dolcedorme, la vetta più alta del Parco Nazionale del Pollino.

Qui è dove osano le aquile, qui si è sospesi tra cielo e terra, in cui l’unico obiettivo è mantenere la concentrazione nei difficili e stretti passaggi per arrivare e superare la cresta innevata.

Dolcedorme pendio nordQui la maestosità della natura è suprema, dove tutto sembra esser miniziosamente piccolo.

La bellezza è a Serra di Crispo

Da Lago Duglia a Serra di Crispo, con ciaspole e sci per attraversare un Pollino ammantato di neve.

Queste sono le straordinarie fotografie di Umberto e del Gruppo Pollino in uscita sopra tanti centimetri di neve fresca.

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Foto di Umberto Genovese