Ultime dal nevaio del Pollino

Metri di neve al nevaio del Pollino.

Ecco le foto che ci giungono da Giovanni Stimolo, Renzo Stimolo e Umberto Genovese.
Le immagini ci mostrano un nevaio colmo di neve, frutto delle abbondanti nevicate che si sono protratte fino gli inizi di aprile 2015.

Le immagini immortalano la situazione sia al 25 aprile 2015 (1) che al 2 maggio 2015 (2).
Nei cerchi rossi, il focus sulla stazione meteo. Dalla sua dimensione (1 metro e mezzo) possiamo capire meglio l’imponenza del nevaio.

Nevaio al 25_apr_StimoloNevaio_al_2_mag_UmbertoGrazie ai ragazzi del Gruppo Pollino, sempre in prima linea, che per merito della loro passione ci permettono di commentare queste meravigliose immagini.

Nevaio: minime da record (2014)

Temperature anno 2014 sostanzialmente nella media sul Nevaio del Monte Pollino (2.225 mt).

Si chiude così il quinto anno di rilevazione, 12 mesi monitorati senza interruzioni e con ben 36.000 dati memorizzati. Il campione a disposizione ci permette di fare delle precise considerazioni, partendo da un elemento inequivocabile, ovvero nel 2014 si è concretizzato un record di temperatura minima di -18,6° centigradi (nuovamente battuto nel corso del 2015).

nevaio_2014_mediaSotto il profilo puramente analitico da notare come le temperature minine nei primi mesi del 2014 (gennaio, febbraio, marzo) sono state anche di 5° C al di sopra della media del periodo (linea rossa). Situazione che si è costantemente normalizzata del corso della primavera, per addirittura raffredarsi seppur di poco nel corso dell’estate (che come ricorderemo è stata influenzata da continue infiltrazioni atlantiche che hanno generato una elevata instabilità). Nella fattispecie nei mesi estivi sono state registrate negative di 0°C a giugno, 2,6°C a luglio e 4,1°C ad agosto, ovvero, 0,9° C in meno rispetto la media delle minime nello stesso periodo (temp media 3,1°C / temp 2014 2,2°C).
Tendenza rispettata anche a fine anno, con un -18,6°C, ovvero, 5° in meno rispetto la media delle minime registate nello stetto periodo.

Stazione_nevaioTutti i dati completi in esclusiva ai soci dell’Associazione Meteo Basilicata.

Il nevaio del Pollino tra i geositi del Parco

Il Parco Nazionale del Pollino, ha individuato, cartografato e caratterizzato 75 Geositi ricadenti all’interno del proprio territorio.

Tale lavoro rappresenta la prima fase per la richiesta di ammissione del Parco alla Rete Europea e Globale dei Geoparchi promossa dall’UNESCO.

nevaio_geosito nevaio_geosito_aTra i siti individuati spicca il Nevaio del Monte Pollino, monitorato dall’Associazione Meteo Basilicata dal 2009 tramite il Progetto Pollino.

IMG_7042“Siamo convinti che la nostra azione di monitoraggio e di divulgazione scientifica delle rilevazioni termiche e fotografiche in atto da 6 anni, abbia influito positivamente nella scelta del Nevaio come Geosito. Siamo sicuri che il Nevaio del Pollino, sconosciuto a molti prima della nostra azione, diventerà tra i luoghi più rappresentatiti tra quelli selezionati. Facciamo un grande in bocca al lupo all’Ente Parco affinchè il Pollino possa divenire Geoparco, con l’auspicio di poter coadiuvare gli sforzi”.

Gli elaborati predisposti per la candidatura a Geoparco sono stati realizzati in collaborazione con gli Ordini Regionali dei Geologi della Calabria e della Basilicata, l’Ordine Nazionale dei Geologi, l’ISPRA, e esperti scientifici del settore, oltre che con la collaborazione di docenti universitari dell’Università della Basilicata e di singoli liberi professionisti operanti all’interno del territorio del Parco.

Birdwatching sul Pollino

Anche una giornata tranquilla, intesa come la rinuncia a calpestare i sentieri del Pollino, evitando numerosi chilometri nelle gambe, può regalarti emozioni e divertimento.

Tutto ciò è un Parco Nazionale, tutto ciò è il Parco Nazionale del Pollino.

Le fantastiche foto sono state scattate a Bosco Magnano (650 mt nel San Severino Lucano) da Giovanni e Renzo Stimolo, ormai sempre più, tra i maggiori conoscitori dell’area protetta.

Di fatto è merito delle loro abilità fotografiche se oggi possiamo ammirare queste spettacolari immagini, che ritraggono la fauna volatile di una delle zone più frequentate del Pollino.

In foto il Picchio Rosso Mezzano, il Picchio Muratore, la Cinciallegra, il Rampichino e la maestosa Poiana.

picchiorossomezzano1

 

Chi di noi non ha attraversato Bosco Magnano, o chi di noi non ha visitato i sentieri dei torrenti Frido e Peschiera che proprio lì incrociano la loro corsa per poi affluire nel fiume Sinni. Eppure non tutti riescono ad ascoltare i suoni e vedere le bellezze nascoste di questa terra.

Sopra 2 metri di neve

Emozionante foto inviataci da Santino De Luca che ci mostra il vero volto dell’inverno sul Pollino.

Oltre 2 metri di neve a 1800 mt. Nella foto viene immortalata la sorgente tra Piano Iannace ed i Piani del Pollino (Pitt’ a curc) completamente sepolta dalla neve.

Pitt' a curc

Nella foto il confronto della sorgente in inverno ed in estate, che meglio ci fa capire la dimensione dell’evento.

Calabrosa sul Monte Pollino

Dopo l’analisi dell’effetto Stau sul Pollino, continuiamo l’interessante percorso di didattica meteo riproponendovi un articolo dei nostri amici di Meteo in Calabria per spiegare un evento climatico molto raro al Sud Italia: la calabrosa.

Che il Massiccio del Pollino sia l’eccezione che conferma la regola del clima al sud Italia lo stiamo scoprendo giorno dopo giorno: dalle temperature invernali record alle nevicate eccezionali, dalla presenza del nevaio a fenomeni pericolosi come valanghe.

Dalle straordinarie foto di Luigi Gaudio in compagnia del nostro amico Mimmo Ippolito, ci giungono immagini che ritraggono il raro (per le nostre latitudini) fenomeno della calabrosa manifestatosi sui Pini Loricati del Monte Pollino a quote superiori ai 2000 m, cresta nord-ovest.

06. calabrosa_luigi_gaudio

CALABROSA, RARO FENOMENO: In realtà tale fenomeno, pur “raro” considerando l’intero territorio meridionale è abbastanza frequente durante l’inverno su tutte le zone di vetta oltre i 1900 m con vegetazione capace di resistere alle intense “sollecitazioni” meteo tipiche di quelle quote.

La calabrosa è un deposito di ghiaccio che si produce in caso di nebbia sopraffusa ovvero goccioline di acqua fluttuanti nell’aria che con temperatura tra −2 °C e −8 °C a contatto con la vegetazione si solidificano formando un rivestimento opaco e biancastro.
Tutto ciò accade quando la è ventilazione sostenuta, e sulle superfici solide coinvolte si formano depositi compatti di ghiaccio di grande spessore (anche maggiori di 20 cm) modellate in maniera suggestiva dai forti venti presenti.

Tale fenomeno non bisogna confonderlo con la “galaverna”, che si forma sempre con temperature sottozero, ma con dimensioni delle gocce di nebbia minuscole e conseguente scarsa solidificazione.

Un’altra testimonianza dell’incredibile varietà di paesaggi del nostro meridione.

Articolo originale di Meteo in Calabria qui.