Ai piedi del Cristo di Maratea

La statua del Cristo Redentore di Maratea, in Basilicata, è alta 21,13 metri.

E’ posta sul monte S. Biagio (620 mt) ed è seconda solo al Cristo di Rio da Janeiro.

L’opera, a differenza di quella di Rio, volge le spalle al mare. Infatti, venne realizzata dopo la morte del figlio di Stefano Righetti (ideatore e finanziatore della statua) che fu inghiottito proprio da quel mare.

Il progetto artistico venne realizzato da Bruno Innocenti, e conclusa nel 1965.

Riparte il progetto Piani del Pollino

Riparte il Progetto Pollino anche ai Piani del Pollino.
La stazione di rilevamento, posta a 1.777 mt in prossimità di un inghiottitoio a Piano Toscano, è stata definitivamente ripristinata.

Il progetto ha subito un forte rallentamento dalla primavera del 2016, quando dei problemi di natura software hanno condizionato le normali rilevazioni. Problemi che in un primo momento sembravano risolti, tant’è vero che la stazione dopo la manutenzione del novembre 2016, era stata ricollocata per il suo normale funzionamento.

Tuttavia al momento dello scarico dei dati, avvenuto per ben due volte nel 2017, ci si è accorti fin da subito che l’anomalia non era stata superata. Da qui la decisione definitiva di acquistare un altro datalogger che sostituisse definitivamente quello difettato.

La stazione è quindi pronta per rilevare nuovamente le temperature nell’area più fredda del Parco Nazionale del Pollino.

Al Patriarca del Pollino

Il Patriarca del Pollino è il più longevo esemplare di Pino Loricato presente in Italia. Con i suoi quasi 1000 anni di età è tra i più importanti alberi monumentali del nostro Paese.

Per raggiungere il Patriarca partiamo da Colle dell’Impiso (1560 mt) in una giornata tipicamente estiva. Raggiungiamo la sorgente Spezzavummule (1664 mt) e notiamo gli effetti della siccità estiva. La fonte, seppur presente con le sue acque limpide e freschissime, ha una portata minimale rispetto le normali capacità.
Riempiamo le bottiglie e sbuchiamo immediatamente a Colle Gaudolino (1680 mt).

Le condizioni climatiche condizionano la scelta del percorso, infatti, fin da subito stabiliamo di raggiungere la meta tramite il Bosco del Pollinello e non tramite il sentiero che si inerpica sulla spalla sud-ovest del Monte Pollino. Questo percorso, all’ombra della faggetta, sale dolcemente, dove esemplari giovani di Pino Loricato stanno riconolizzando i costoni rocciosi.

In una spaccatura di una di esso, immerso nella faggeta in direzione Monte Pollino, quasi 1000 anni fa nasceva il Patriarca del Pollino, un albero dalle dimensioni uniche, alto 12 metri e largo 6. La grandezza è incommensurabile, soprattutto osservando i rami dello stesso. Quelli che sarebbe tronchi di un normale albero, qui sono rami.
Ammiriamo un’opera d’arte della natura, di cui la certificazione dell’età risale agli anni ’80 su segnalazione di Giorgio Braschi. C’è chi scommette, appunto, che altri alberi seppur non accertati superebbero l’età del Patriarca.

Non vi resta che infilare gli scarponi e visitare un patrimonio di un inestimabile valore.

Castelluccio Inferiore e Castelluccio Superiore

“Un paese ci vuole, non fosse che per il gusto di andarsene via. Un paese vuol dire non essere soli, sapere che nella gente, nelle piante, nella terra, c’è qualcosa di tuo, che anche quando non ci sei resta ad aspettarti”

Castelluccio Superiore e Castelluccio Inferiore al tramonto.

Sullo sfondo la catena del Pollino.

 

Verde Pollino

Un verde accecante, un verde dissetante.

Nonostante una stagione estiva che verrà ricordata per la sua calura, per la sua siccità e per i vasti incendi che hanno colpito l’area perimetrale del  Parco, qui in quota è sempre un Verde Pollino.

Serra del Preta 2.181 mt, vista dal Santuario della Madonna del Pollino 1537 mt.

Dal nevaio del Pollino

Ultimi aggiornamenti dal nevaio del Pollino.

Vi mostriamo alcune foto che ritraggono il deposito di neve, a quota 2.225 mt di altezza, all’inizio ed alla fine di maggio 2017.

Le prime tre foto sono state scattate il 4 maggio da Info Pollino

L’ultima foto è stata scattata il 28 maggio da Giuseppe Cosenza