Al nevaio del Pollino

Il nevaio del Pollino è nella sua massima espressione stagionale. Con l’arrivo della primavera è finalmente raggiungibile e rappresenta una meta affascinante per gli appassionati. E’ posto a 2.225 metri di altezza in prossimità della vetta del Monte Pollino.

Le foto che ci giungono sono state realizzate dai soci dell’Associazione Meteo Basilicata in collaborazione dell’ Associazione Gruppo Lupi San Severino Lucano, che ci permettono di apprezzare “in tempo reale” la portata di quest’anno.

Ringraziamo per le foto Maurizio, Giovanni, Renzo, Carmela e Saverio. Ad maiora!

 

 

Scaricati i dati ai Piani del Pollino

In merito al Progetto Pollino, sono stati scaricati i dati meteo dalla stazione di rilevamento dell’Associazione Meteo Basilicata, ai Piani del Pollino.

C’è molta curiosità di conoscere le temperature registrate nella conca carsica nella recente ondata di gelo.

Numerose, infatti, sono state le richieste sulle temperature registrate, ma come sempre ricordiamo, queste non sono disponibili in tempo reale ma solo dopo aver fatto il cosiddetto “scarico”.

Un ringraziamento a Umberto, Giovanni e Renzo immortalati al momento dell’operazione.

La neve imbianca il Pollino

La neve imbianca il Pollino fino a basse quote!

Una notizia che quest’anno è accolta con estremo piacere, visto i rari episodi finora avvenuti.

San Severino Lucano (webcam Santino De Luca)

Morano Calabro (webcam Meteo in Calabria)

Latronico (Webcam comune)

 

 

 

 

 

 

 

 

Dal nevaio del Pollino

Ottime notizie giungono dal nevaio del Pollino dove è stato effettuato lo scarico dei dati. Infatti, la stazione di rilevamento posta a 2.225mt, non ha subito danni dopo i venti burrascosi sul finire di dicembre.

Dopo aver liberato la struttura dal ghiaccio sono iniziate le consuete operazioni di sostituzione del datalloger (in foto Renzo). Ricordiamo che il dispositivo, dotato di una memoria interna, registra le temperature con un intervallo di 15 minuti che poi devono essere trasferiti su un pc per essere eleborati.

Spettacolare la vista sul nevaio e l’anticima del monte Pollino, con lo sguardo che si perde sulle coste del mar Ionio.

Monte Pollino, la mia prima nord

La prima nord non si scorda mai!
Così come tutte le prime volte anche le escursioni in montagna sono indimenticabili.

Se poi queste hanno delle eccezionalità, allora si che le uscite resteranno per sempre indelebili. E’ il caso della mia ultima escursione, la mia prima volta sulla parete nord-est del Monte Pollino (2.248 mt). Partenza da un Colle Impiso ghiacchiato dove la temperatura è di qualche grado sotto lo zero. Una magnifica alba ci scalda, non tanto per il sole che si alza, ma per gli scenari che madre natura ci regala.

All’interno del bosco innevato, sotto i rami decorati dal bianco della neve, giungiamo alla sorgente Spezzavummula (1664 mt) quasi nascosta dalla coltre bianca. Qui una breve pausa prima di ricominciare alla volta del Monte Pollino per la via normale.

La salita comincia ad essere sempre più faticosa, fatica dettata sia dalla pendenza più elevata ma soprattutto per il sentiero innevato, che senza alcun calpestio precedente, mette a dura prova le nostre gambe.

Quando il peggio sembrava passato si presenta una situazione ancora peggiore. L’assenza del percorso tracciato rende il costone un’unicum. Il piccolo strato superficiale delle neve, sopra uno spessore di ghiaccio, non permette alle ciaspole di attecchire con efficacia sul fondo. Faccio un passo in avanti e ne perdo due andando indietro, avanzo di poco ma perdo metri. Sulla scia dei compagni di spedizione Giovanni, Renzo e Umberto, riesco a passare anche i tratti più pericolosi come all’uscita della balconata verso il Pollinello.

Dopo l’arrivo in vetta ci prepariamo per la discesa per il versante nord-est. Tolte le ciaspole si fa affidamento solo alla forza delle gambe e alla tecnica del freno-tallone.

Le pendenze sono impegnative, addirittura in alcuni tratti si supera il 50%, che riesco a passare solo con l’aiuto della picozza. Non c’è tempo per guardarsi attorno, una distrazione potrebbe costare caro. Massima concetrazione e passo dopo passo giungiamo ai limiti del bosco sopra i Piani del Pollino. Da li si fa ritorno alla base, passando per i Piani di Vacquarro.